Il paradiso terrestre

Racconta la storia di una collettività oppressa dalla siccità e dalla mafia dell’acqua, cioè dalla gestione del bene acqua a fini di profitto economico e consenso politico. Sullo scenario della Agrigento di oggi (una sorta di Orano nella Peste di Camus), teatro della Valle dei Templi e insieme della più selvaggia speculazione edilizia, Vanni Corvaia, un architetto con interessi archeologici ritornato alla ricerca della propria identità nell’avita Sicilia, è coinvolto progressivamente in tumultuosi avvenimenti di massa, penetra in luoghi inaccessibili, osserva con occhi che non comprendono, in un effetto straniante, un eccezionale spettacolo di vitalità (anche nella pienezza dell’eros) e di morte. Figlio della nostra condizione, accumula nel suo destino personale tutte le contraddizioni e i richiami…

1a edizione: Milano 1988, pp. 569