La figura fondamentale è quella del viaggio. La placenta qui rimane allusa e implicita, e il mondo è un mappamondo esplorato in libertà.
La dominante è quella ebraica: diversità, diaspora, Terra promessa, nostos. Dalla Mitteleuropa agli Stati Uniti, e il fondamento Israele. Ma una parte importante la giocano i classici russi, e l’orizzonte apre scenari successivi, dal profondo Nord al continente africano, dalle terre del Mississippi alla Colombia dei narcotrafficanti, dal paese dell’arte a quello dell’orrore. Tra i miti e le metafore: Kafka topo blu-lunare, l’uomo dal piede in bocca di Bellow, il demone della sessualità in Tolstòj, l’arca di Proust, il racconto di un racconto. In questo universo virtuale avvengono le epifanie; e il viaggiatore invisibile, attraverso i rituali di sacrificio e rinascita, scopre la molteplicità delle sue anime.

1a edizione: Napoli 2002, pp. 216