Giovanni Verga, Opere

Verga ha il destino e il carisma che fanno a posteriori della sua opera un atto di fondazione: dopo aver immaginato e inseguito il mondo che non conosceva, per un vizio sublimante ereditato da una cultura e da una tradizione, scopre ciò che gli sta intorno, scopre che ciò che sta davanti agli occhi è la cosa più difficile da vedere. E’ l’affiorare di un sommerso storico, la realtà degli umili, dopo e oltre Manzoni: dei pescatori, dei contadini, dei muratori, della povera gente, degli attori anonimi di un’esistenza sconfitta. E’, anche, la rivelazione del Sud, una nuova carta d’identità collettiva, a ridosso del processo di unificazione politica e sulla ribalta nazionale, con una reazione di stupore pari a quella che in Europa si diffonde alla lettura di Tolstòj, di Dostoevskij, di Turgenev, che aprono le porte dell’universo russo e dei servi della gleba.