Tra lo stare al di qua e lo stare al di là, valutati tutti gli argomenti di schieramento regressivo e progressivo, Leopardi finisce per presidiare la linea di confine, da cui si dominano e in cui si congiungono i due versanti. La siepe, che è la soglia dell’orizzonte, è la figura topica che esprime nello stesso tempo il suo osservatorio e la qualità della sua visione. Questa collocazione fa sì che Leopardi sia, nella sostanza, un eversivo rientrato, con una straordinaria capacità testimoniale, e che la sua fisionomia ultima si decanti nel fuoco e nella luce della poesia.
L’avventura di un giovane, segnato dalla malattia e dalla sofferenza, che dal chiuso di un “borgo selvaggio” si inoltra nel labirinto libero della mente, sino a divenire il punto di crisi di un sistema, la voce della sensibilità moderna.

1a edizione: Roma 2003, pp. 123