Emilio Salgari, il ciclo di Sandokan e il ciclo dei Corsari

Ci sono due verità su Emilio Salgari. Da una parte, è un nome rimosso, che non si incontra mai, o quasi mai, nelle storie letterarie ufficiali; dall’altra, è un nome conosciuto, indipendentemente dal livello di cultura e dalle fasce d’età dei lettori, un nome conosciuto e anzi popolare, che è entrato, come pochi altri, nell’immaginario collettivo. In alcune fasi, il salgarismo ha assunto le proporzioni di un fenomeno sociale: e ci sono stati cultori e collezionisti salgariani, come esiste una famiglia ideale di esteti stendhaliani. Con gli anni e con i decenni, la divaricazione si è fatta estrema, quasi che le due facce non appartenessero più alla stessa medaglia. In realtà, Salgari è un autore sommerso, che riaffiora da una generazione all’altra, dimostrando un’intatta vitalità; un clandestino a bordo, dimenticato nella lunga navigazione, che si riscopre a distanza nel suo ruolo di testimone alternativo.